Cristina Schnider Direttore degli Affari Accademici di Vistakon, divisione di Johnson & Johnson Vision Care, Jacksonville, Florida. John Meyler Direttore degli Affari Professionali per Europa, Medio Oriente ed Africa di Johnson & Johnson Vision Care |
Le lenti in idrogel da quando sono state commercializzate per la prima volta all’inizio degli anniSettanta, si sono rapidamente imposte come il tipo di lente più diffuso al mondo. Il maggiore comfort e il veloce adattamento rispetto alle lenti rigide sono principali vantaggi delle lenti morbide e la ragione primaria che ne attesta la così duratura popolarità. Negli ultimi 30 anni, nel campo delle lenti a contatto morbide, sono stati compiuti notevoli passi avanti di entità tale da esercitare un impatto significativo sul mercato o di cambiare la modalità di prescrizione. L’introduzione nel 1987 delle prime lenti monouso e l’avvento nel 1995 delle monouso giornaliere, sono stati accompagnati da una crescita del numero di portatori di lenti a contatto. Nel 1999, l’approvazione CE delle prime lenti in silicone-idrogel per porto continuato è sembrato preannunciare il successivo importante cambiamento nel campo delle prescrizioni delle lenti a contatto, con l’aspettativa che un uso continuativo di 30 giorni avrebbe di colpo conquistatoil mercato. Sino al 2003, in Europa, i dati dell’industria dimostrano che le lenti in silicone-idrogel detengono una quota di mercato allo 0,8 in termini di volume e al 4,8% in termini di valore (3). Questi dati sono motivati dalle carenze sotto il profilo del comfort e delle prestazioni cliniche delle attuali lenti in siliconeidrogel e dalla riluttanza dei professionisti del settore ad abbracciare la causa del porto continuato. Una breve rassegna di alcuni fattori correlati alle performance del prodotto, alle modalità di prescrizione e alle tendenze del mercato, può aiutare a spiegare perché le cose stanno in questi termini. Il successo del ricambio frequente I dati a supporto dei vantaggi della sostituzione frequente sono numerosi ma essenzialmente incentrati sull’impatto che la sostituzione esplica su quantità e natura dei depositi che si accumulano sulle lenti e sull’influenza che esercita sulle performance cliniche. Dalla fine degli Anni Ottanta, epoca in cui sono state lanciate sul mercato le lenti monouso, i vantaggi risultanti hanno operato un significativo spostamento verso la sostituzione programmata, nonostante la frequenza di ricambio ottimale sia stata oggetto di vasti dibattiti. Svariati studi hanno dimostrato i vantaggi del ricambio almeno mensile delle lenti a contatto. La bagnabilità della superficie anteriore aumenta e i depositi sulla lente diminuiscono se le lenti a contatto con alto contenuto d’acqua vengono sostituite a frequenza mensile anziché trimestrale. Per molti pazienti sostituire le lenti in silicone-idrogel almeno una volta al mese significa mantenerne le performance per tutta la durata del periodo di utilizzo, mentre l’allungamento dell’intervallo di sostituzione a tre mesi comporta una significativa perdita in termini di prestazioni. Molti studi supportano la scelta della sostituzione quindicinale anziché mensile. Negli Anni Ottanta, si suggeriva che la sostituzione delle lenti monouso una volta alla settimana o una volta ogni due, poteva costituire la risposta idealeagli accumuli di depositi sulla superficie della lente, negativi per il comfort percepito dal paziente. Più recentemente è stato dimostrato che i depositi proteici e lipidici su lenti del Gruppo II secondo FDA aumentano progressivamente durante l’uso per quattro settimane (8). Da un’indagine condotta su più di 1000 portatori di lenti a contatto morbide, viene messa in evidenza una minore presenza di sintomi per quanto riguarda sindrome da occhio secco e discomfort a fine giornata con le lenti monouso giornaliere e le lenti a ricambio quindicinale rispetto alle lenti a sostituzione mensile (9). Un recente studio su vasta scala ha dimostrato che le lenti a ricambio quindicinale, ove abbinate all’uso di una soluzione unica, offrono al paziente comfort e soddisfazione superiori rispetto alle altre lenti a sostituzione mensile (10). L’introduzione delle lenti monouso giornaliere ha offerto la convenienza dell’uso di lenti a contatto che non necessitano di pulizia e manutenzione e ha portato ad effettuare confronti in termini di performance cliniche tra questa modalità di sostituzione, il ricambio frequente e l’uso giornaliero convenzionale. È stato evidenziato che i portatori a cui erano state riapplicate lenti monouso giornaliere, hanno riferito un miglioramento di visione, comfort, riduzione della sintomatologia (11). L’incidenza di complicanze corneali con lenti a ricambio giornaliero è inferiore rispetto a quella registrata con altre modalità di sostituzione, incluso l’uso di lenti rigide gas- permeabili (RGP) (12). Le lenti a contatto monouso giornaliere evidenziano la percentuale complessiva-mente più bassa di complicanze, percentuale che sale all’aumentare dell’intervallo di sostituzione (13). 1 |