Esperienza in Rwanda
Published by TEAM on 2009/5/20 (969 reads)
Esperienza Rwanda
La cronaca di questo viaggio si apre doverosamente con un ringraziamento a Giorgio Simonini e a Sara e Luca Lorenzi di Gallicano che hanno organizzato i trasferimenti da e per Roma Fiumicino, risolvendo un problema non da poco e risparmiandoci di doversi spostare in treno con un bagaglio di 40 kg a testa. All'arrivo a Kigali vengono a prenderci all'aereoporto Suor Cristina e Carlo; un medico di Milano che si trova a Muhura per valutare la fattibilità di un progetto di telemedicina applicata alla radiologia. Carlo fa parte di una associazione che si chiama guida-onlus.Lungo la strada che da Kigali porta a Muhura ho visto delle case contrassegnate da una croce rossa; si tratta di case che il governo vuole abbattere perché essendo abitazioni povere degradano l'immagine del paese; dopo la demolizione i proprietari hanno tre mesi di tempo per ricostruirla altrimenti vengono espropriati anche del terreno. Ovviamente per gli sfrattati non è previsto alcun indennizzo ne sistemazione.
A Muhura ad attendermi c'era il Dott. Lido Stefani e la moglie Anna che regolarmente ogni anno si recano in Rwanda per sostenere quella popolazione sfortunata. La domenica ho approfittato della chiusura dell'ospedale per installare la mola B3000 che avevo portato giù nel mio precedente viaggio, ho realizzato un impianto idraulico a circuito chiuso per non consumare troppa acqua. In serata ho fatto una passeggiata nel reparto maternità e ho visto due bambini appena nati, scoprendo che alla nascita sono praticamente bianchi.
In questi giorni mi sono accorto che le indicazioni stradali e le insegne pubblicitarie sono in inglese, ciò mi è sembrato strano dal momento che il Rwanda è un paese francofono; mi è stato poi spiegato che nelle scuole e negli uffici pubblici viene ormai adottato l'inglese come lingua ufficiale. Questo perché è stata realizzata una unione africana degli stati orientali con Kenia, Tanzania, Uganda e Burundi, e dal momento che gli altri stati sono anglofoni anche il Rwanda sta adottando questa lingua.
Lunedi 23 febbraio è il primo giorno di lavoro in ospedale, faccio la conoscenza di Marie Claire e di Peace, le due infermiere assegnate al progetto e assieme a loro nella prima giornata eseguo 18 consultazioni; sono venuti molti studenti, alcuni dei quali con dei vizi refrattivi, altri con delle congiuntiviti e una ragazza di 15 anni senza un occhio, per la quale faremo una protesi.
Martedi le consultazioni sono state 29; ho visto molte persone che avevano bisogno di occhiali, ma ho anche selezionato una decina di pazienti da sottoporre all'attenzione della Dott.ssa Marzia Capuccini, l'oculista di AMOA che sabato mi raggiungerà. Mi si è presentato un caso molto grave, quello di un bambino di 12 anni con un leucoma all'occhio destro e una cataratta bianca al sinistro.
Il mercoledi mattina ci siamo svegliati sotto il diluvio universale e in ospedale non si è presentato nessuno, ne ho approfittato per insegnare a Peace e Marie Claire l'uso degli strumenti di laboratorio.
Il giovedi e il venerdi abbiamo ripreso le consultazioni, alla fine della prima settimana saranno 102; è venuta una bambina di 2 anni con una deviazione (esotropia) all'occhio destro; in un primo tempo ho pensato che la causa fosse una ipermetropia, poi invece con Marzia in ciclopegia ci siamo accorti che la bambina ha una fortissima miopia; al mio ritorno in Italia provvederò a fargli un paio di occhiali da vista adeguati.
Sabato 28 febbraio sono arrivati Marzia e Ennio, rispettivamente oculista e fotografo di AMOA e la domenica successiva siamo rimasti tutti e tre in ospedale a sistemare la sala operatoria. Abbiamo deciso di arruolare Chiara, una giovane infermiera di Massarosa che si trova a Muhura per aiutare Lido. L'idea è quella di creare due gruppi di lavoro: Marzia, Chiara e Marie Claire in ambulatorio e chirurgia; il sottoscritto e Peace nel laboratorio di ottica e alle consultazioni quando Marzia va ad operare.
Lunedi 2 marzo l'ambulatorio sembrava un alveare, abbiamo visitato 29 persone, tutte al mattino; nel pomeriggio sono state fatte tre operazioni, una cataratta, un calazio e una rimozione punti.
Nella mattinata di martedi abbiamo consegnato i primi occhiali, verificando così l'utilità che questi ausilii hanno per loro. Nelle giornate di mercoledi e giovedi mi sono concentrato sull'addestramento di Peace in laboratorio mentre al pomeriggio mi sono dedicato alle consultazioni degli studenti, mentre Marzia, Chiara e Marie Claire da parte loro procedevano con gli interventi chirurgici, fra cui due cataratte bianche.
A questo punto credo che abbiamo intrapreso una buona strada, la collaborazione fra AMOA e Amatafrica sta dando buoni frutti e spero che possa continuare con la stessa armonia che c'è stata fino ad oggi, oltre che sui nostri viaggi in Rwanda vorremmo investire nella formazione del personale locale, destinando Marie Claire all'oculistica e Peace all'ottica.
Cercasi ottico che sia disposto a scendere in Rwanda dal prossimo 1 al 15 agosto, per affiancare un oculista e un'ortottista nel lavoro in ospedale....gli interessati possono contattare in ogni momento:
Michele Foli: tel. 058375124 oppure indrizzo email. foli@ambrogiovoice.com
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